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L'anno 2017 è stato molto intenso per quanto riguarda il mio ruolo di formatore. Sono stato impegnato in innumerevoli progetti PON in qualità di formatore esterno in corsi rivolti ai docenti e orientati alle nuove tecnologie dell'informazione e comunicazione in ambito metodologico e didattico. Si può dire che sono stato impegnato dall'inizio di febbraio 2017 fine a fine anno tutti i giorni compreso il sabato. Un vero <toour de force> che mi ha portato ogni giorno in una scuola diversa in tutte le cinque province campane. Nel 2018, come a voler prendere una pausa ho tenuto un solo corso PON rivolto questa volta agli alunni della scuola secondaria di primo grado "Gramsci Impastato" di Giugliano in campania, anche perchè i corsi rivolti ai docenti sono terminati e probabilmente per il 2018-19 rimarrano pochi corsi d'ambito territoriale. E' forse terminata, causa poco interesse del nuovo governo, l'attenzione per la scuola e per l'aggiornamento professionale del personale.

C'è da considerare che il 2018 mi ha visto coinvolto nel concorso a dirigente scolastico: ho superato la preselettiva e mi trovo a una settimana di distanza dalla prova scritta. 

Come ebbi modo di riferire in un precedente post

http://www.artiaco.it/index.php/pag=news/id=1355127438_25/titolo=Open%20Lim

nuovamente si ripropone il termine di una collaborazione. Questa volta termina la collaborazione come programmatore e realizzatore di corsi eleaning utilizzando la mia piattaorma personale con l'ente Certicacademy. Un ricordo che sembra un deja vu, già visto con aimc in quanto vengo allontanato solo per ragioni economiche. Per entrambi i casi, il mio apporto, le mie competenze fanno avvicinare i miei partnesrs alla metodologia della formazione a distanza, poi una volta che ne scoprono e comprendono le prospettive economiche ecco che appena li lasci a camminare da soli, loro, senza saper ancora correre, ti abbandonano e fanno da soli. Tanto più che i docenti non riescono a comprendere la differenza tra un corso elearning professionale e uno realizzato con i strumenti gratuiti del web come WeSchool. Naturalmente ero partito con l'idea che non sarebbe durata all'infinito e mi sono tutelato collegando il materiale didattico su una mia piattaforma personale. Sulla mia piattaforma www.abilitic.it ho intenzione di ricorstuire tutto, l'unica cosa che mi manca è il riconoscimento del MIUR che certicacademy possedeva per rendere spendibile la formazione proposta. 

Anche questa collaborazione termina, ma non me ne dolgo, ho altro a cui pensare, e tra una settimana, dovrò riprendere in mano la mia vita, che negli ultimi sei mesi è stata messa in secondo piano per la formazione delle competenze del dirigente scolastico.

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Non avrei mai avuto il tempo, ma descrivo un libro, anzi un idea interessante, al limite del filosofico per quanto riguarda il rapporto Tecnologie e Uomini.

 High tech - high touch è un concetto da John Naisbitt nel suo libro Megatrends nel 1982

High tech - high touch è la formula che uso per descrivere il modo in cui rispondiamo alla tecnologia. Ogni volta che una nuova tecnologia viene introdotta nella società, ci deve essere il contrappeso di una spinta umana che ristabilisce l'equilibrio – cioè high touch – se no la tecnologia viene respinta. Più c'è high tech, più occorre high touch.

In effetti l'autore spiega meglio questo concetto in tempi relativamente più vicini ai nostri:ù

L'introduzione di nuove tecnologie ha sempre prodotto cambiamenti nella società; questo sembra chiaro. Il problema oggi è che, mentre le tecnologia ha avuto una rapida accelerazione, il cambiamento sociale non ha la stessa andatura. C'è una distanza crescente fra l'evoluzione tecnologica e quella sociale: è questo vuoto culturale che crea problemi.

È come yin e yang. Tecnologia e spiritualità, tecnologia ed evoluzione sociale dovrebbero essere in equilibrio; oggi non lo sono. Così cerchiamo istintivamente, talvolta anche disperatamente, di trovare un contrappeso. Accade che le persone si sentano un po' "lasciate indietro"; si sentono sopraffatte, perfino disorientate e alienate.

La crescita accelerata della tecnologia ha prodotto una spinta più forte che mai nella ricerca del significato, un desiderio di comunità, una sete di spiritualità, e un bisogno veramente disperato di capire.

La tecnologia è parte integrale dell'evoluzione culturale ed è, naturalmente, il prodotto creativo della nostra immaginazione, dei nostri sogni e delle nostre aspirazioni. Ma la scienza e la tecnologia non ci dicono qual è il senso della vita; così esaminiamo e ri–esaminiamo la natura della nostra umanità attraverso famiglia e comunità, religione e spiritualità, arti e letteratura – tutte cose che rientrano in ciò che io chiamo high touch.

Dobbiamo tutti trovare, credo, una rinnovata sensibilità per riportare tutto su scala umana, se vogliamo creare e mantenere una vita sana, una famiglia sana, un'economia sana, un mondo sano.

 

Da questo punto possono nascere riflessioni, in particolare, sulla verità incontrovertibile, il progresso tecnologico è tanto veloce che stargli dietro genera frustrazione, rapimento, sgomento. L'atteggiamento più diffuso è quello di lasciarlo perderlo, abbandonarlo, estraniarsi!

La maggior parte delle persone, nate in una società poco tecnologica, o con bassa innovazione Tecnologica, che progrediva a piccoli passi, ha gettato la spugna, quando l'accelerazione li ha catapultati fuori dal treno in corsa. 

Come sia stato possibile che la maggior parte degli individui (non parlo solo dei docenti) sia stata tagliata fuori dallo sviluppo e innovazione della tecnologia digitale? Io stesso faccio fatica a stargli dietro, solo la curiosità e il piacere di conoscere e aggiornarmi sulle novità mi permettono di corrergli di fianco finchè ne ho forza.

Quante persone veramente saranno in grado di recuperare questo GAP?

Ai corsi per PNSD che sto tenendo quale esperto i diversi e numerosi snodi formativi, vedo che ormai il digital divide appare incolmabile. Non basta dire ai corsisti/docenti: "Occorre trasformare gli studenti da acritici fruitori passivi delle tecnologie a co-costruttori del sapere, consapevoli del loro ruolo quali sviluppatori critici di artefatti digitali, in grado di leggere e dirigere la società della conoscenza!" perchè questo avvenga. 

Le persone sono rimaste estranee al discorso e pensiero ("mo ci vuole") computazionale, per poter comprendere la vera portata del digitale, ignorano che con la rete e internet, interi popoli si sono sollevati, hanno fatto sentire la loro voce, sono stati ingrado di ribellarsi a dittature e schiavitù. Ignorano che il potere della tecnologia e della rete rendono possibile la globalizzazione e forniscono i mezzi per acuire maggiormente le forbici tra quanti sono ricchi, ma veramente ricchi e quanti si impoveriscono ulteriormente. Non comprendono che la società non può tornare indietro, ormai è pilotata dal digitale, ce ne accorgeremo quando verrà creata l'intelligenza artificiale, scoperta che reputo destabilizzante a tutti i livelli. Quando non si capisce si finisce per mettere la testa sotto la sabbia. 

Eppure le persone, gli alunni, i docenti, portano nella loro tasca un concentrato tecnologico evolutosi alla velocità della luce: lo smartphone. Forse il vero cavallo di troia potrà essere lui e non il computer. Il computer da taschino, che rende le persone connesse alla rete, che fornisce sapere, collaborazione, partecipazione, accesso continuo, potrà catapultarci nella comprensione del vero e profondo valore del digitale. Con la Buona Pace per quanti ancora si ostinano a scrivere ancora e nivamente con carta e penna, che sono slegati volontariamente o involontariamente dalla realtà.

to be continued...

 

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Ci siamo, finalmente anche io posso utilizzare la fibra, dopo estenuanti anni di collegamenti inefficienti, ballerini, da vero è proprio esaurimento quando in momenti di necessità lo speed test mi forniva un risultato di 0,2 mb/s in download eccoci al nuovo risultato che mi permetterà (lo sto già notando come si aprono infretta le pagine) di surfare a tutta Birra on the Net.

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Ho ottenuto un incarico come formatore per i docenti del PNSD presso lo snodo territoriale ISIS Filangieri di Frattamagiore. Argomento Principale: Coding, start gennaio febbraio 2017
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Anche se ti tocca per legge (107/2015 e PNSD), ti ritrovi a frequentare un corso il cui tutor era un tuo pari nel corso DIDATEC.

Nulla di nuovo all'orizzonte.

Intravedo "Fuffa" all'orizzonte. Intanto studio MOOC della https://learn.eduopen.org

Dopo aver visto la 'povera' piattaforma di contenuti di innovazione e cultura realizzao il mio compitino assegnato un padlet di presentaazione https://padlet.com/artiaco/3bf1lofr22be 

 

Pochi ancora quelli che usano un QR per la Didattica.

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Il 10 dicembre ore 14,00 lo scrivente ha preso parte come relatore al convegno sul ruolo degli Stakeholder della scuola e delle agenzie formative presso la sede dell'azienda Micromaint di Via Nazionale delle Puglie, km. 36.400 - Casalnuovo di Napoli.

L'intervento doveva focalizzarsi sulla nuova figura dell'Animatore Digitale e del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) da poco entrato in vigore.

Il convegno ha visto la partecipazione di diverse agenzie formative, ditte e reti di agenzie che hanno l'obiettivo di fornire alle scuole la formazione ai docenti prevista dal PNSD aderendo all'iniziativa CerticAcademy che propone il modello formativo "DigitalTeacher2020".

Il convegno è stato un successo e molto apprezzato l'intervento dello scrivente che ha illustrato il PNSD a grandi linee ma si è soffermato sulla esplicazione della piattaforma d'apprendimento e-learning www.certicacademy.org di cui è autore realizzatore e gestore.

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Questa è la formula per impedire che un file .php venga aperto direttamente.

if(__file__ == $_SERVER['SCRIPT_FILENAME']){Header("Location: ../../index.php"); exit();}

Infatti nel caso di un file incluso in un altro che non può funzionare da solo conviene inserire questa intestazione per evitare di aprire il file.

in questo modo l' Heder non farà altro che redirigere la richiesta a due cartelle sovrastanti. Location: ../../index.php

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