Non avrei mai avuto il tempo, ma descrivo un libro, anzi un idea interessante, al limite del filosofico per quanto riguarda il rapporto Tecnologie e Uomini.

 High tech - high touch è un concetto da John Naisbitt nel suo libro Megatrends nel 1982

High tech - high touch è la formula che uso per descrivere il modo in cui rispondiamo alla tecnologia. Ogni volta che una nuova tecnologia viene introdotta nella società, ci deve essere il contrappeso di una spinta umana che ristabilisce l'equilibrio – cioè high touch – se no la tecnologia viene respinta. Più c'è high tech, più occorre high touch.

In effetti l'autore spiega meglio questo concetto in tempi relativamente più vicini ai nostri:ù

L'introduzione di nuove tecnologie ha sempre prodotto cambiamenti nella società; questo sembra chiaro. Il problema oggi è che, mentre le tecnologia ha avuto una rapida accelerazione, il cambiamento sociale non ha la stessa andatura. C'è una distanza crescente fra l'evoluzione tecnologica e quella sociale: è questo vuoto culturale che crea problemi.

È come yin e yang. Tecnologia e spiritualità, tecnologia ed evoluzione sociale dovrebbero essere in equilibrio; oggi non lo sono. Così cerchiamo istintivamente, talvolta anche disperatamente, di trovare un contrappeso. Accade che le persone si sentano un po' "lasciate indietro"; si sentono sopraffatte, perfino disorientate e alienate.

La crescita accelerata della tecnologia ha prodotto una spinta più forte che mai nella ricerca del significato, un desiderio di comunità, una sete di spiritualità, e un bisogno veramente disperato di capire.

La tecnologia è parte integrale dell'evoluzione culturale ed è, naturalmente, il prodotto creativo della nostra immaginazione, dei nostri sogni e delle nostre aspirazioni. Ma la scienza e la tecnologia non ci dicono qual è il senso della vita; così esaminiamo e ri–esaminiamo la natura della nostra umanità attraverso famiglia e comunità, religione e spiritualità, arti e letteratura – tutte cose che rientrano in ciò che io chiamo high touch.

Dobbiamo tutti trovare, credo, una rinnovata sensibilità per riportare tutto su scala umana, se vogliamo creare e mantenere una vita sana, una famiglia sana, un'economia sana, un mondo sano.

 

Da questo punto possono nascere riflessioni, in particolare, sulla verità incontrovertibile, il progresso tecnologico è tanto veloce che stargli dietro genera frustrazione, rapimento, sgomento. L'atteggiamento più diffuso è quello di lasciarlo perderlo, abbandonarlo, estraniarsi!

La maggior parte delle persone, nate in una società poco tecnologica, o con bassa innovazione Tecnologica, che progrediva a piccoli passi, ha gettato la spugna, quando l'accelerazione li ha catapultati fuori dal treno in corsa. 

Come sia stato possibile che la maggior parte degli individui (non parlo solo dei docenti) sia stata tagliata fuori dallo sviluppo e innovazione della tecnologia digitale? Io stesso faccio fatica a stargli dietro, solo la curiosità e il piacere di conoscere e aggiornarmi sulle novità mi permettono di corrergli di fianco finchè ne ho forza.

Quante persone veramente saranno in grado di recuperare questo GAP?

Ai corsi per PNSD che sto tenendo quale esperto i diversi e numerosi snodi formativi, vedo che ormai il digital divide appare incolmabile. Non basta dire ai corsisti/docenti: "Occorre trasformare gli studenti da acritici fruitori passivi delle tecnologie a co-costruttori del sapere, consapevoli del loro ruolo quali sviluppatori critici di artefatti digitali, in grado di leggere e dirigere la società della conoscenza!" perchè questo avvenga. 

Le persone sono rimaste estranee al discorso e pensiero ("mo ci vuole") computazionale, per poter comprendere la vera portata del digitale, ignorano che con la rete e internet, interi popoli si sono sollevati, hanno fatto sentire la loro voce, sono stati ingrado di ribellarsi a dittature e schiavitù. Ignorano che il potere della tecnologia e della rete rendono possibile la globalizzazione e forniscono i mezzi per acuire maggiormente le forbici tra quanti sono ricchi, ma veramente ricchi e quanti si impoveriscono ulteriormente. Non comprendono che la società non può tornare indietro, ormai è pilotata dal digitale, ce ne accorgeremo quando verrà creata l'intelligenza artificiale, scoperta che reputo destabilizzante a tutti i livelli. Quando non si capisce si finisce per mettere la testa sotto la sabbia. 

Eppure le persone, gli alunni, i docenti, portano nella loro tasca un concentrato tecnologico evolutosi alla velocità della luce: lo smartphone. Forse il vero cavallo di troia potrà essere lui e non il computer. Il computer da taschino, che rende le persone connesse alla rete, che fornisce sapere, collaborazione, partecipazione, accesso continuo, potrà catapultarci nella comprensione del vero e profondo valore del digitale. Con la Buona Pace per quanti ancora si ostinano a scrivere ancora e nivamente con carta e penna, che sono slegati volontariamente o involontariamente dalla realtà.

to be continued...

 



Pubblicazione del: 01-05-2017
nella Categoria Programmazione


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Elenco Generale High tech ' high touch (John Naisbitt)


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