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ZooBurst è un sito web e un applicazione per ipad specificA PER LA didattica innanzitutto perchè permette di realizzare libri digitali 3D che utilizzano Pop-up cioè immagini che si stagliano sulla pagina e che forniscono ulteriori contenuti e informazione ( ipertesti ). 

Gli autori ZooBurst possono condividere i libri con i lettori tramite un semplice collegamento ipertestuale e i libri possono essere facilmente integrati in qualsiasi sito web o blog, permettendo agli autori di fornire il proprio quadro contestuale per le loro storie. Gli autori possono anche mantenere un forum di discussione moderato per ogni libro, offrendo uno spazio virtuale in cui i lettori possono interagire tra loro.
 
I lettori che hanno una telecamera installata sul proprio computer possono anche sperimentare qualsiasi libro ZooBurst in Realtà Aumentata. Utilizzando niente di più che una webcam standard, i visitatori possono reggere un simbolo speciale per la webcam per guardare come un 3d libro pop-up "salti" fuori la carta e nella stanza intorno a loro. Inoltre, il nostro modo di Realtà Aumentata consente anche ai lettori la possibilità di interagire con un libro usando semplici gesti. Per esempio, semplicemente muovendo la mano davanti a un libro vi permetterà di trasformare le pagine avanti e indietro.
 
Gli utenti di iPad possono anche sperimentare i libri ZooBurst utilizzando la nostra applicazione mobile gratuita ( disponibile su App Store di iTunes ). Con l'iPad ZooBurst si può anche "scansionare" speciali "per i codici Story", che consentono di collegare facilmente un libro ZooBurst su qualsiasi oggetto fisico, come una bacheca di classe, newsletter genitore o di un libro di testo stampato.
 
Come strumento educativo, ZooBurst offre agli studenti nuovi modi in cui essi possono raccontare storie, realizzare presentazioni, scrivere relazioni ed esprimere idee complesse. ZooBurst contiene un potente "gestione della classe" per i docenti che consente loro di impostare facilmente protette, spazi sicuri per i loro studenti. Gli insegnanti possono assegnare nomi utente e le password per i loro studenti, senza dover inserire qualsiasi informazioni sensibili o personali, e possono gestire e moderare i lavori degli studenti in un ambiente protetto. Inoltre, gli utenti premium hanno accesso ad una vasta gamma di funzioni avanzate di costruzione del libro, come audio e integrazione discorso, libri scaricabili e una libreria libro illimitata.
 
ZooBurst - è gratis!
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Undici "Steve Jobs scuole" apriranno nel mese di agosto, con Amsterdam tra le città che ospiteranno una tale struttura. Circa 1.000 bambini di età compresa tra quattro e 12 si presenteranno a scuola, senza quaderni, libri o zaini. Ognuno di loro, tuttavia, avrà il proprio iPad.

Non ci saranno lavagne, gesso o aule, gli insegnanti avrenno il ruolo di coach, quindi niente lezioni formali, posti a sedere, penne, orari, voti, giorni di scuola fisse e scuola vacanze. Se un bambino preferisce giocare sul suo iPad, invece di imparare, non ci sarà nessun problema (assoluta libertà). E i bambini potranno scegliere ciò che desiderano imparare in base alla loro coriosità.

'Abbastanza normale nel 2020'

La scuola di Steve Jobs sarà aperta 7:30-06:30 di ogni giorno lavorativo, tranne per Natale e Capodanno. I bambini vanno e vengono a loro piacimento, a patto che siano presenti durante il periodo centrale 10:30-03:00. Le famiglie dei bambini saranno in grado di andare in vacanza quando vogliono, e nessun bambino dovrà essere preoccupati per la mancanza di classe, di conseguenza, dal momento che le classi in senso tradizionale sarà inesistente.

Normalmente, i bambini impareranno richiamando un app sul loro iPad ogni volta che vogliono. Solo in casi eccezionali sarà un insegnante a formare dei gruppi.

Il programma didattico, viene quindi portato avanti dalle applicazioni dell'Ipad  che trasforma l'apprendimento in un gioco-esperienza. I bambini non devono ripetere e imparare interi capitoli, come hanno fatto in passato. L'obiettivo è quello di consentire loro di raggiungere il livello successivo nel programma di apprendimento al proprio ritmo. Il ruolo dell'insegnante è quello di aiutarli, non come portatori di conoscenze, ma come allenatori di apprendimento. "L'interazione tra il bambino e l'insegnante rimane il fondamento della lezione".

Come tale, il giorno di scuola non finisce mai davvero. Gli alunni sono invitati a continuare a lavorare sul loro iPad a casa, nei fine settimana o in vacanza. Ma per quanto il programma offre la libertà e la continuità, si tratta anche di una componente di monitoraggio sostanziale. L'iPad tiene insegnanti e genitori costantemente informati su ciò che i bambini fanno, ciò che hanno imparato e come stanno progredendo. Se una applicazione matematica non è né piacevole né di successo, l'insegnante può semplicemente ordinarne un altra.

Non è veramente rilevante

Aritmetiche, capacità di lettura e comprensione del testo sono le materie fondamentali della scuola elementare. Mentre la scrittura a mano è stato declassato ad una skill secondaria, piacevole per gli alunni curiosi e migliori, ma non veramente rilevante.

Ogni sei settimane, gli insegnanti, bambini e genitori decidono insieme ciò che deve essere raggiunto nel periodo di apprendimento successivo. Per farlo, si incontrano a scuola o virtualmente tramite Skype. L'era dei 10 minuti di incontro genitori-insegnanti una volta l'anno è una cosa del passato nelle scuole Steve Jobs.

Le attività che non si svolgono su iPad? Disegno, costruzioni, giochi e l'attività fisica sono tutti parte della vita quotidiana nelle scuole che verranno svolte normalmente senza tablet.

Debbie Hengeveld, 41 anni, ha trovato il concetto convincente ed ha prontamente iscritto entrambi i suoi due figli, Freeke di sette anni, e Joep 10 ann1. "I bambini istintivamente vogliono imparare le cose", dice Hengeveld. "Qui possono rimanere quello che sono. Essi non sono modellati da insegnanti e piani di lezione."

L'iniziatore delle scuole iPad è il noto ricercatore olandese Maurice de Hond, 65 anni, un uomo con una affinità per la vita digitale. Lui è orgoglioso del fatto che egli ha saputo programmare i computer dal 1965. Sua figlia Daphne, nata nel 2009, ha indicato la strada per lui.

'Rivoluzione di Little Children'

"A casa, Daphne impara naturalmente, secondo il proprio ritmo, in modo interattivo e con strumenti multimediali", spiega de Hond. Perché dovrebbe sentirsi "come se fosse in un museo", quando lei è a scuola, si chiede? "si stanno preparando i bambini per un mondo che non esiste più."

 

MIE OSSERVAZIONI.

Queste scuole sono l'estrema sintesi della vita digitale che il futuro ci prospetta. Sono sicuramente una finestra sul futuro, molto in anticipo, ma sicuramente quello che ci spetterà tra 50 anni. Ormai la fantascienza è stata una finestra sul domani ed anche nel caso della scuola quella che in questo caso sembra fantascienza non è altro che uno sguardo sul futuro.

 Si parla sempre di scuola del passato, e io sono convinto che così come è la scuola attuale è troppo ancorata a schemi superati e obsoleti. La scuola attuale è obsoleta non negli intenti, ma nelle metodologie portate avanti da insegnanti che perseguono sempre gli stessi schemi ai quali sono stati sottoposti da giovani. L'unica tecnica di insegnamento conosciuta e praticata è la lezione frontale, come unica strada di accesso al sapere. Solo sapere ma poco fare o creare. Nessun senso creativo da dover sviluppare, solo e unicamente ripetizione a pappagallo di concetti e conoscenze, così come li si vuole sentir dire. Nessuna capacità critica da dover accrescere, creatività repressa oltre ogni misura, questa è la scuola attuale secondo il mio parere. Le tecnologie sono il futuro; la comunicazione, la documentazione, l'apprendimento sono facilitate e semplificate attraverso la rete e i device di accesso quali computer e tablet sono indispensabili. Le tecnologie rappresentano inoltre l'attuale via di accesso al lavoro. Impossibile poter sperare di impegnare la propria vita da oggi in avanti senza conoscere e saper usare adeguatamente le Tecnologie dell'informazione e comunicazione. La scuola cosa fa per diffondere le tecnologie nelle esperienze dei propri alunni? Nulla!

Da una parte la scuola (e quando dico scuola mi riferisco ai soli Docenti, anello finale del processo educativo-didattico) che rifiuta tout-court le Tecnologie nel loro impianto educativo, dall'altra parte scuole come quelle Olandesi (che appaiono più come una trovata pubblicitaria per i prodotti Apple) che fanno della tecnologia l'unico mezzo di apprendimento, relegando i docenti a semplici osservatori che vigilano sulla vita esperienziale di alunni che si "dilettano" coi loro IPad e le app preferite. Una scuola troppo all'avanguardia che lascia da parte tutto quello che c'è di buono nelle ultime esperienze didattiche degli ultimi due secoli: apprendimento condiviso, lavori di gruppo, socializzazione, inteligenze sociali e imprenditoriali, confronto diretto coi pari, produttività scritta, creatività linguistica, ecc...

Tra i due eccessi io non vedo l'ora di incontrare a breve un esempio di scuola che sposi le tecnologie interattive nella didattica quotidiana, dove la sceneggiatura didattica sia scelta con consapevolezza da docenti ed alunni che predispongono un ambiente di apprendimento con le TIC il più congeniale agli obiettivi didattici da dover perseguire, dove i tablet siano mezzi per poter accedere a documentazioni fin'ora in formato solo cartaceo (vedi il libro di testo), alla rete, ma che non tutto si basi su applicazioni ma che vi sia spazio alla scrittura, alla lettura, alla sintesi ed analisi di testi, alla ricerca, alla creatività al lavoro condiviso, alla realizzazione di quelle competenze che ormai sono indispensabili per l'uomo e il cittadino di domani.

 

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I bambini di oggi sono nati nell’era digitale. Sono cresciuti con Internet e non hanno idea di come fosse la vita senza la Rete. Sono completamente a loro agio con la tecnologia: usare un mouse o un touchscreen per navigare è un’abilità che acquisiscono fin da subito, come imparare a leggere e scrivere. Addirittura, molti bambini piccoli imparano a usare un touchpad o un touchscreen molto prima di cominciare a leggere o a scrivere; grazie ai colori e ai simboli, al posto delle parole, possono navigare nei siti web e aprire video o giochi.
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il computer usa Windows 7, si può usare l’utility di sistema per la commutazione dello schermo che si trova nella car-tella WindowsSystem32 del disco C e che si chiama Displayswitch. Exe. Per richiamarla bisogna premere la combinazione di tasti Windows+P (dove la lettera P è l’abbreviazione di Proiettore), oppure si può creare un collegamento sul desktop all’icona del programma. L’utility fa apparire un menù che è indipendente dalle combina-zioni di tasti supportate dal Bios del pc e lascia scegliere quale moni-tor attivare. Il tool può essere lanciato anche da riga di comando e supporta quattro argomenti: /internal, /clone, /extended /external. Per forzare sempre il monitor esterno all’avvio di Windows, aprire il Blocco note e scrivere il comando displayswitch /externalsenza di-menticare lo spazio tra la parola displayswitch e lo slash. Salvare il file nel disco C con il nome Monitor_esterno.Cmd e assicurarsi che, facendo doppio clic su di esso, la scheda video commuti sul monitor esterno. Se invece facendo doppio clic sull’icona si apre il Blocco no-te, significa che il file non è stato salvato correttamente. Scegliere dal menù del Blocco note l’opzione Salva con nome, poi nella parte bassa della finestra di salvataggio file scegliere dal selet-tore Salva come la voce Tutti i file *.*, quindi cancellare il campo No-me file e riscrivere Monitor_esterno.Cmd. Ora aprire il menù Start, espandere la voce Tutti i programmi/Esecuzione automatica e tra-scinare l’icona del file Monitor_esterno sotto a questa voce. Se il computer è configurato per non chiedere la password all’avvio, Windows commuterà sempre sullo schermo esterno a ogni accen-sione. Per avere più controllo sulla gestione del monitor esterno anche in altre versioni di Windows si può usare il programma gratuito Di-splay Changer, scaricabile dalla pagina web http://12noon. com/?page_id=80. Offre tutte le funzioni del comando Windows standard, più la possibilità di forzare risoluzioni specifiche e la posi-zione destra o sinistra del secondo monitor.
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Se anche il Papa apre un account su Twitter vuol proprio dire che il digitale è arrivato ovunque. L’importanza della presenza sul web, in particolare nei social network, è ben chiara a presidenti, ministri, leader politici e religiosi. Un movimento come il 5 Stelle in Italia è nato e si è sviluppato solo sulla Rete, poi si è diffuso nel tessuto sociale e ha partecipato alle elezioni amministrative più recenti. L’accesso al mondo digitale, quindi, non è una moda: sono tantissimi i servizi offerti via internet, dagli store online al pagamento del bollo dell’auto. Però potrebbero e dovrebbero essere di più, per semplificare la vita agli italiani e alleggerire alcune procedure amministrative. Per questa ragione il Governo aveva proposto la legge Crescita 2.0 che prevede, tra le altre cose, l’ampliamento della banda larga e la possibilità di pagare le multe via internet. Addirittura, in base a uno studio dell’Istituto per la Competitività, ogni famiglia italiana risparmierebbe circa 200 euro all’anno se si verificasse in Italia il passaggio al digitale
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E se Gmail ti impedisce di fare sciocchezze?

[di Maurizio Boscarol]

È capitato a tutti di inviare una mail per sbaglio. O della quale ci siamo subito dopo pentiti. La tastiera, soprattutto quando vi passiamo troppe ore al giorno, fa entrare a volte in uno strano stato di sovreccitazione. Poco tempo dopo non avremmo mai voluto mandare quella mail, ma il CTRL+Z non serve più.

Be’, ora Gmail, nella versione inglese, introduce una specie di tutore, un algoritmo che prova ad impedirvi di inviare mail delle quali potreste pentirvi. Come? Proponendovi dei calcoli matematici da risolvere prima di inviare la mail. Questo controllo, che si chiama Mail Goggles, se abilitato, è attivo di notte e nei week-end, ma il suo uso può essere esteso e regolato.

Ma questa è usabilità o qualcosa che sta tra l’agente intelligente e il paternalismo tecnologico? È giusto che un programma dubiti delle nostre capacità di giudizio? Secondo la prima legge della robotica di Asimov, forse sì. Un robot (ma estendiamolo pure ad un programma…) non può permettere che un utente riceva danno da un suo mancato intervento. E se le conseguenze di un invio affrettato ci possono danneggiare, allora è giusto che entri in azione…

Etica o fantascienza? O magari solo marketing (è una notizia che si scrive da sé, diciamo…)? In attesa di rifletterci meglio, si potrebbero almeno utilizzare i risultati dei calcoli presentati per un assessment delle capacità matematiche degli internauti in situazioni di stress lavorativo. E magari usarli come benchmark per ritarare i programmi scolastici. In fondo, se siamo arrivati a questo, perché mai porsi limiti?...

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logo mefr Per la pubblica amministrazione vige il vincolo della semplificazione, della dematerializzazione e digitalizzazione delle pratiche e atti amministratici, ciò significa che ormai il rapporto cittadino/amministrazione deve avvenire principalmente tramite i canali digitali quindi la rete. Dal 2004 esiste una legge definita "Stanca" che forse lo è davvero stanca di fare il suo dovere, che prevede che i siti delle pubbliche amministrazioni devono essere usabili e accessibili. Questo significa semplificare la vita dell'utente che viene a contatto con gli applicativi e i siti della Pubblica Amministrazione.

Ebbene, io come dipendente della pubblica amministrazione, per via della smaterializzazione (non si riproduce più su supporto cartaceo) non ricevo più la busta paga o cedolino, ma devo scaricarlo dal portale del MEFR, ministero economie e finanze ( https://noipa.mef.gov.it/ ). Su questo portale, per apportare una variazione oltre a dovermi loggare, cioè farmi riconoscere con nome utente (CF) e password devo inserire un PIN, il quale viene fornito su richiesta del dipendente dalla stessa Amministrazione. Faccio richiesta presso la mia Amministrazione (la segreteria della mio istituto scolastico) e loro accedono al portale del MIUR ( http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/home ) poi a quello dell' SIDI ( http://archivio.pubblica.istruzione.it/gestione_utenze_ns/introduzione.shtml ) per poter richiedere, con le loro credenziali, l'invio via email del famigerato PIN al docente richiedente.

Purtroppo sulla casella email del sottoscritto non arriva nulla. Chiedo nuovamente e vengo a sapere che anche altre scuole non riescono a far recapitare i PIN ai loro docenti, è un malessere generalizzato, alcune ci riescono! Bho. Ci si chiede in giro cosa succede, finchè un amministrativo non contatta una di queste scuole fortunate nell'"Impresa" e spulcia la procedura. Si rende conto che nel passaggio finale manca una conferma, alla scuola "fortunata" questa conferma appare, alla nostra NO! Gli sovviene che forse è il Browser che non permette di accedere all'ultima pagina di conferma dell'invio!

Esatto... dopo tanto parlare di accessibilità ed usabilità, al sito del MEFR (ministero delle finanze) ci si accede solo se la scuola Utilizza il Browser Internet Explorer di Windows Microsoft. La scuola nostra che utilizza Mozilla Firefox e per tanto non è stato possibile mandare il PIN, finchè non si è cambiato Broser, la vera magagna è stata che la procedura effettuata con Mozilla sembrava corretta, infatti l'ultima pagina confermava il termine della procedura, ma nessun avviso che la procedura avrebbe dovuto avere una conferma: che so un numero di Step da compiere, un avviso di non utilizzare altri Browser se non IE, oppure che l'applicativo era stato sviluppato solo per il browser della casa di Richmond. Nulla lasciava significare che procedura non era andata a buon fine, la procedura non era completa e non era possibile inviare il PIN.

A questo punto mi chiedo: come sia possibile una cosa del genere? La pubblica amministrazione che ha delle persone incompetenti a gestire siti dedicati al PON (ne potrei dire di cose come esperto PON su questo sito che è un vero Obbrobrio) e siti che gestiscono la pubblica amministrazione scolastica che non rispettano le più basilari regole di procedura di semplificazione e inclusione digitale?

Per lo stato o si usa Microsoft IE, oppure si rimane tagliati fuori e con questo si può dire addio ai software OpenSource che sono gratuiti e fanno risparmiare soldi ai contribuenti. Tanti sprechi del genere dovrebbero essere poi compensati dal lavoro in più dei docenti fino a 24 ore per sopperire alle spese dell'amministrazione centrale! Sono basito e ho dovuto attendere diversi mesi per poter ottenere il PIN dopo che la mia segreteria Didattica si è scervellata per risolvere il problema generato dall'amministrazione centrale.

L'unica loro salvezza è che questi applicativi sono riservati al personale interno e pertanto non sono visibili alla massa degli utenti internet esperti di accessibilità e usabilità e per questo funzionano indisturbati... Io denuncio questo stato di cose.
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