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Ho scoperto Vizify un servizio pubblicizzato da Twitter, che permette di realizzare un infografica delle parole e dei pensieri pubblicati ricorrentemente su Twitter nel 2012.

Anche in questo caso occorre mettere in pratica delle competenze informatiche, che spaziano dalla gestione di un social network, alla gestione di una nuova applicazione web fino all'impementazione sulle proprie pagine web.

Quest'applicazione permette di ottenere oltre alle info inerenti le attività sui social network, anche di preparare e confezionare una presentazione del proprio profilo personale: dalla formazione scolastica, alla carriera lavorativa, dai propri Link alla comunicazione web. In breve, una presentazione grafica e snella del proprio Curriculm Vitae.

Vizify è immediata come applicazione web: si connette in automatico a twitter (occorre confermare i permessi) a facebook e dai questi social network scarica le informazioni per mostrarle immediatamente a video. 

La praticità fornita da questo servizio è notevole poichè se la grafica che confeziona con quello che scarica automaticamente dai nostri social network  non ci dovesse soddisfare pienamente è sempre possibile modificare le sue pagine (Slide) singolarmente. La configurazione è completa ed è possibile aggiungengere o togliere altre pagine dalle altre funzioni. E' completamente configurabile e gestibile, con esso io ho confezionato il mio CV grafico.

Tra quelli che realizzano il proprio CV in formato video (anche interattivo) quelli che lo realizzano in stile socialnetwork, io per ora, lo preferisco in questo stile grafico.

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Ebbene sì, a quanto pare il famigerato Ministero ancora una volta si fa beffe delle leggi e procede indisturbato nei suoi vaneggiamenti riformativi.
Le scuse avanzate sono sempre le stesse: il merito, non identificato, non identificabile e soprattutto valutato da persone dalle quantomeno dubbie capacità, viste le oggettive “prodezze” organizzative dei TFA; i giovani, che nel frattempo sono diventati vecchi per cui non hanno più diritto a nulla; lo svecchiamento della classe insegnante, che non si capisce come possa essere compatibile con l’età pensionabile innalzata continuamente; i posti di lavoro attuali che sostanzialmente sono già occupati da anni dai supplenti chiamati costantemente a far fronte alle carenze di personale, ma si fa finta siano liberi; infine, i posti di lavoro futuri, generati dai pensionamenti, che in realtà non si sa se mai ci saranno.
 
I “bravi ragazzi”, del MIUR per giustificare la politica messa a punto dalle meritevoli “menti eccelse” che ci hanno guidato in questi anni, hanno trovato la soluzione a tutti i malesseri del comparto scuola con l’indizione del noto concorsone!
 
La montagna ha ovviamente partorito il topolino e il “governo dei tecnici” ha tecnicamente trovato la soluzione a tutti i mali con un banale ritorno al passato, nel goffo tentativo di cancellare tutto ciò che è stato fatto nell’ultimo decennio e, complici gli inerti sindacati, cancellare ogni diritto acquisito da chi in questi anni ha provveduto, sul campo, con lavoro e sacrificio, a coprire le ataviche carenze del sistema scolastico.
Ciò che fa inorridire sono il silenzio e la noncuranza delle istituzioni e di chi dovrebbe difendere i diritti dei lavoratori, sul fatto che tutto il “nuovo” sistema concorsuale sia stato messo in piedi senza rispettare la legge!
 
Una analisi, nemmeno troppo approfondita, che banalmente doveva essere effettuata da chi ha proposto la soluzione concorsuale, rivela che in virtù della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il concorso non poteva essere indetto in quanto il medesimo non risulta giustificato e pertanto pensiamo si possa ravvisare un eccesso di potere per VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA’ E RAGIONEVOLEZZA, riconducibile all’art.97 della Costituzione.
 
Andiamo per gradi a giustificare o meglio chiarire quanto sostenuto:
 
1) La legge 24 dicembre 2007, n. 244 recita : “Nelle more del complessivo processo di riforma della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti, anche al fine di assicurare regolarità alle assunzioni di personale docente sulla base del numero dei posti vacanti e disponibili effettivamente rilevati e di eliminare le cause che determinano la formazione di precariato, con regolamento adottato dal Ministro della Pubblica Istruzione ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentiti il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario […], è definita la disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale e dell’attività procedurale per il reclutamento del personale docente, attraverso concorsi ordinari, con cadenza biennale [...]“.
 
Da quanto leggiamo, si evince chiaramente che la ridefinizione delle modalità di reclutamento dei docenti avrebbe dovuto essere effettuato con apposito regolamento, e non con Decreto del Direttore Generale (DDG). L’iter di tale regolamento avrebbe dovuto avere l’approvazione del MEF (Ministero Economia e Finanze), del Ministero per le Innovazioni e il parere delle Commissioni Parlamentari. Palesemente il MIUR non poteva emanare tale bando senza prima aver consultato tutte queste parti.
E’ bene evidenziare che ad ogni modo la stessa legge contiene una grave contraddizione: stabilisce di voler allestire concorsi al fine di eliminare le cause di formazione del precariato ma non spiega come l’assunzione di persone senza anzianità di servizio che potrebbero scavalcare chi opera da anni, possa risolvere il problema di questi ultimi che, non venendo assunti, rimarrebbero comunque precari!
Forse, quando tutto il sistema in futuro diventerà funzionante, non si formeranno ulteriori precari, ma non si capisce con quale logica un concorso risolva un problema contingente generato dall’esistenza di migliaia di Docenti che, con anni di lavoro ed esperienza, nonostante il sistema richieda da anni il loro servizio continuativo, non abbiano una collocazione stabile e legale.
Dal momento che siamo convinti che il Ministero, che si occupa dell’istruzione e della formazione degli italiani, sia d’esempio a tutti ed impieghi per primo personale capace e meritevole, chiediamo che chi “meritatamente” occupa le poltrone MIUR e produce le “geniali soluzioni” suddette sia invitato a spiegarne chiaramente e logicamente la loro sostanza… ammesso che una logica ci sia!
 
2) Ai concorsi potranno partecipare i docenti abilitati, ovvero quelli che avranno frequentato i TFA, dal momento che non si capisce il motivo per cui un insegnante che abbia preso l‘abilitazione con il vecchio percorso Siss e sia già inserito in una Graduatoria ad esaurimento debba ricominciare da capo, ma:
- considerato che i docenti di III fascia sono ritenuti possessori di titoli validi all’insegnamento e idonei;
- considerato che più e più volte il MIUR, applicando la dir 36/2005 ha dichiarato che l’esperienza integra e completa la formazione;
- considerato inoltre il valore abilitante insito nei diplomi magistrali;
- considerato che l’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 delega il MIUR ad emanare norme ESCLUSIVAMENTE per la definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale dei docenti…
 
…si conclude che il MIUR è andato oltre, definendo norme per la formazione di personale in realtà già abilitato, o comunque formato, e che ad ogni modo non può essere definito PRIVO DI FORMAZIONE INIZIALE.
 
Infine, la scelta dei requisiti per poter accedere al cosiddetto Concorsone appare evidentemente e totalmente slegata dal contesto reale, lontana dalla ragionevolezza e dal buon senso, per cui ancora una volta chiediamo che siano esplicitate le linee che hanno portato a questa scelta impopolare… ammesso che sia possibile farlo!
 
Comunicato Stampa – ADIDA
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"Cari allievi, oggi il vostro maestro è stato bocciato. Sì, avete letto bene: il Ministero della Pubblica istruzione, al Concorsone, mi ha rimandato. Il maestro, che ogni anno entra in classe insegnando storia, geografia, musica, educazione all’immagine, informatica, scienze, dopo aver passato un concorso e ottenuto l’abilitazione nel 1999, non ha passato il test di preselezione che è stato costretto a fare per tentare di non essere più precario."

Inizia così il post di protesta pubblicato da un maestro italiano: Alex Corlazzoli, escluso dal concorso per non aver superato la prova preselettiva. Una protesta giusta per un verso e non per un altro. 

Da una parte è scorretto permettere che un docente che 13 anni fa ha superato un concorso, tuttora precario e insegnante utilizzato per tappare le falle del sistema d'istruzione, ora venga messo alla gogna per non aver saputo rispondere alle preselezioni a domande del tipo: "Pamela, Fiona e Gina, sono tre ragazze newyorkesi. Stanno prendendo il sole in una piscina della loro città. Pamela indossa un costume intero. Fiona legge un libro, Pamela e Gina sono cugine”.

Certo verificare le competenze, di un futuro docente del sistema scolastico italiano, in questa maniera è per un verso un errore e il maestro è bravo ad evidenziarlo, dimostrando di adorare il proprio mestiere, di farsi in quattro per i propri alunni e per la crescita delle loro competenze.

Per un altro verso, però, come evidenziato in un altro post la stessa domanda su "Pamela, Fiona e Gina" era stata strutturata proprio per analizzare le capacità logiche di un docente. Risultà quindi valida la domanda formulata al test preselettivo perchè come formulata esprimeva dati sovrabbondandi e privi di logica. A rifletterci però una logica ce l'ha!

La domanda tende a misurare la capacità di discernimento, di analisi, di senso critico, del futuro docente! Capacità di selezionare i dati importanti, lasciando perdere quelli inutili, un maestro con tali capacità è in grado di trasmettere ai propri discenti queste stesse abilità. Il docente permette, nella sua classe, lo sviluppo di importanti competenze: orientamento nell'attuale mondo della comunicazione e dell'informazione (anche quelle digitali e della rete) dove le sovra-informazioni o peggio le male-informazioni sono la norma.

Quindi se da un lato la domanda per il maestro non rappresenta un valido metro di misurazione delle sue competenze, dall'altro sembra proprio che questa lo sia.

Forse l'equilibrio sta nel centro: valutare non solo abilità di logica, ma anche di competenze specifiche profuse direttamente nella classe. Queste competenze purtroppo per il nostro docente vengono valutate in seguito, la preselezione prescinde l'accetamento delle competenze proprie della professione insegnante e si basa solo su abilità logico-mnemoniche. E' un vero e proprio carosello o anzi meglio una lotteria quella delle preselezioni. Alle prove successive che tipologia di insegnanti giungeranno? Scaltri dipendenti pubblici, che forse imperaranno ad amare questa professione che richiede tanta dedizione.

 

 

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“Vi sono persone il cui animo gretto impedisce di assumere un insegnante qualificato e si paga di più uno scudiero che l’educatore di un figlio … Volesse il cielo che fossero meno numerosi coloro che spendono di più per una sporca puttana che per l’educazione di un figlio!”

Così scriveva, nel 1529, Erasmo da Rotterdam

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Quanto di quello che, il presidente dell'allora Forza Italia, ha promesso è stato realizzato per la scuola?

Era il 1999 lo Spot realizzato da Forza Italia in occasione delle elezioni europee. Appello di Silvio Berlusconi, ripreso nel suo studio, sul tema della scuola. Berlusconi: "Per affrontare il mondo del lavoro la scuola tradizionale oggi non basta più, oltre al meglio della nostra cultura i nostri ragazzi devono conoscere le lingue, devono sapere usare il computer, saper navigare su internet, devono imparare ad essere imprenditori di se stessi, tutto questo la nostra scuola non lo insegna e i nostri giovani sono fortemente penalizzati rispetto agli altri giovani europei..

Grazie a queste parole, il futuro presidente del consiglio del successivo decennio, ha mantenuto le sue promesse, ma nella direzione opposta, ovvero quella di affossare la scuola. Forse però l'incipit del suo discorso: "la scuola tradizionale oggi non basta più" anticipa la verità il suo programma. Se la scuola "tradizionale" non basta più, forse il vero obiettivo di questa frase non è quello di risollevarne le sorti, ma definire le modalità per la sua rottamazione!

L'inutilità della scuola "tradizionale" verrà risolta negli anni a venire, con evidenti tagli che la condurranno a boccheggiare nel panorama europeo. I soliti noti potranno sempre fare affidamento alle scuole private, le uniche in grado di poter fornire un servizio al passo coi tempi e le richieste europee, tanto da dover essere finanziate, alimentando in questo modo l'iniquo spostamento e accentramento di maggiori risorse e capitali a chi i soldi già li detiene e l'impoverimento della classe medio-bassa. 

Il sottostante Spot è il documento video delle sue promesse.

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CONVEGNO RIGUARDANTE LA LIM E NUOVE TECNOLOGIE NELLE CLASSI

HANDIMATICA 2010 - LIM e integrazione scolastica verso l'aula digitale inclusiva 1/7

http://youtu.be/FDdG-8xBAFY

 

HANDIMATICA 2010 - LIM e integrazione scolastica verso l'aula digitale inclusiva 2/7

http://youtu.be/aNML5-dooWw

 

HANDIMATICA 2010 - LIM e integrazione scolastica verso l'aula digitale inclusiva 3/7

http://youtu.be/z2v_ekJq6hw

 

HANDIMATICA 2010 - LIM e integrazione scolastica verso l'aula digitale inclusiva 4/7

http://youtu.be/rap56ceyFX4

 

HANDIMATICA 2010 - LIM e integrazione scolastica verso l'aula digitale inclusiva 5/7

http://youtu.be/dqp9a6_aV3g

 

HANDIMATICA 2010 - LIM e integrazione scolastica verso l'aula digitale inclusiva 6/7

http://youtu.be/nW9fBof2cz8

 

HANDIMATICA 2010 - LIM e integrazione scolastica verso l'aula digitale inclusiva 7/7

http://youtu.be/t9tq0mlEcNk

 

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Dovendo aggiornare questo sito volevo rendere le immagini trasparenti. Sono abituato ad usare programmi di grafica dal tempo del Paint del Windows 98, passato poi per Fireworks di DreamWeaver, fotoshop etc... 
Ora sul nuovo computer non avevo installato nessun programma di grafica, ed avevo bisogno di scontornare le immagini e dargli uno sfondo trasparente.
Concettualmente sapevo come realizzare, il contorno dal colore uniforme l'avrei eliminato prima selezionandolo con uno strumento tipo bacchetta magica, o selettore di colore, poi o l'avrei tagliato o eliminato mostrando il livello trasparente, successivamente avrei esportato tutto nel formato Png (Portable Network Graphic) in modo da conservare il livello di trasparenza.
 
Per il software con il quale effettuare il tutto, non volendo istallare programmi prova di quelli a pagamento, che sarebbero irrimediabilmente scaduti, o programmi con limitazioni, ho optato per uno open source denominato Gimp da me mai usato in precedenza.
La principale difficoltà è stata che non conoscevo il programma, inizialmente (non so perchè) appena installato mi mostrava un programma senza menù dal quale reperire strumenti. Al successivo riavvio, sono comparsi i menù e gli strumenti.
Ho ritrovato le selezioni che mi interessavano le icone molto intuitive recavano la toltip che spiegava la loro denominazione, ho utilizzato strumento di selezione Fuzzi, che seleziona una zona in base al colore. L'azione eseguita mi è ritornata familiare, si selezionava il colore di sfondo. Con alcune immagini ho dovuto regolare il livello di "Soglia" per aumentare o diminuire la sfumatura di colore da seguire. Ma tutto è andato come richiesto, l'immagine veniva selezionata era lo sfondo. Volevo cancellarlo ma la gomma non aveva effetto, ho provato a salvarlo in un formato che permettesse la trasparenza ma niente.
Non mi sono perso d'animo ho voluto copiare la selezione, ma essendo selezionato lo sfondo e occorrendomi l'immagine centrale ho cercato una funzione che invertisse la selezione. Trovatola e invertita la selezione ho copiato. Ho cretao una nuova immagine, per fortuna mi ha fatto creare un immagine delle dimensioni uguale alla parte dell'immagine centrale selezionata e copiata in memoria. Prima della creazione ho impostato lo sfondo trasparente, dato che non era possibile impostarlo su un immagine già creata. Ho incollato la selezione e mi sono trovato la trasparenza in bella evidenza  (si evidenzia con la comparsa dei rombi a doppio grigio come sfondo) Ho capito che durante il salvataggio avrei dovuto trovare il formato di salvataggio. Una volta individuato ho selezionato formato Png, lo stesso programma durante la procedura di salvataggio mi ha chiesto di salvare le trasparenze e mi ha generato il file voluto.
Ad esempio l'immagine di questa notizia l'ho realizzata con Gimp.
 
Questo per dimostrare che anche se non si conosce un software, basta avere delle competenze minime e il giusto spirito di analisi e apprendimento delle funzionalità, per riuscire nelle più disparate imprese.
Ho appreso il funzionamento di questa semplice funzione senza leggere tutorial in rete, senza aprire guide in linea, semplicemente utilizzando il software e leggendo la funzionalità degli stessi strumenti. Non ho avuto necessità che qualcuno mi dicesse quale icona utilizzare (anche perchè dopo avrei ricordato ben poco) nè quale procedura applicare con il nuovo software. Se avessi avuto uno smanettone, uno profondo conoscitore di Gimp accanto a me, non lo avrei mai utilizzato per imparere l'utilizzo del nuovo software. Quello che si apprende o meglio si autoapprende ha maggiori risvolti cognitivi di una procedura guidata.
Porto ad esempio la semplice procedura di giungere in un luogo precisato, ma sconosciuto con la propria macchina. Se ci si arriva valutando le strade, seguendo una mappa o delle indicazioni allora il percorso potra essere ripercorso senza nessun altro aiuto, mentre se seguiamo un'altro veicolo che ci conduce sul luogo, dopo una o due traverse, smettiamo automaticamente di memorizzare la strada, le sequenze di svolte e ci lasciamo condurre. La prossima volta sarà impossibile ricordare la strada percorsa in precedenza. 
Questo per affermare che con le applicazioni informatiche, qualunque esse siano è poco utile farsi illustrare la procedura! Neanche prendere appunti può essere d'aiuto. Forse all'inizio trascrivere il percorso può aiutare al richiamo delle procedure, ma rallenta molto l'apprendimento. Quindi quando spiego un software, una procedura, un linguaggio, intendo tracciare un percorso, nel quale l'uditore potrà poi mettere in pratica avendo ben chiaro da dove parte a dove deve arrivare. Se riesce a mettere in pratica la strada delineata tanto meglio, se invece non ci riesce deve trovarla in piena autonomia e non pretendere che gli sia imboccato tutto da capo con il cucchiaino, passo passo.
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